Caprigliola, Albiano Stadano.
Alta sul colle, Caprigliola domina il corso della Magra così come un tempo vegliava sulle vie dei commerci che risalivano le vallate della Magra e del Vara e si spingevano ai porti di Luni e a Bocca di Magra.
L’elegante torre cilindrica e il cassero adiacente ricordano gli anni del XII secolo e il potere temporale del vescovo di Luni che, dove ora sorge la chiesa di S. Nicolò, aveva eretto un palazzo per le vacanze, dopo il declino di Luni, assediato dalle paludi e dalla malaria.
Poi fu Firenze, nel 1401, per volere degli uomini di Caprigliola, Albiano e Stadano ad insediarsi a Caprigliola e a farne un borgo fortificato, con le possenti mura volute nel XVI secolo da Cosimo di Medici.
Le maestose mura sono ben conservate e nel borgo si trovano la porte del XV secolo, stemmi medicei, maestà di marmo, ricchi portali ed i resti dell’antica chiesa castrense.
La chiesa di San Nicolò conserva un prezioso organo Agati, tele e statue di pregio.
Nei dintorni l’olivo e la vite offrono prodotti di qualità; il territorio è ricompresso nell’area DOC dei Colli di Luni e qui i vigneti potrebbero davvero tornare ad essere una notevole risorsa.
Dalla vicina frazione di Stadano la tradizione vuole discendano gli antenati della famiglia Buonaparte, i cui discendenti si trasferirono a Sarzana e in Corsica.
Albiano conserva un centro storico con un ricco portale d'ingresso, sormontato dallo stemma della famiglia Medici.
Pallerone.
Borgo medievale di pianura, Pallerone conserva la porta quattrocentesca che immette nel nucleo più antico: il Verdentro. Poco lontano, verso il fiume, il singolare allineamento delle stalle ricorda l’illuminata opera di un marchese Malaspina che, allontanando le stalle dalle abitazioni, migliorò le condizioni igieniche del borgo, a tutela della salute pubblica.
Del grande complesso del castello restano la torre che ospita una dei più antichi presepi meccanici d’Italia e la cappella dei Malaspina, oggi chiesa parrocchiale egregiamente restaurata, con stucchi e tele del XVIII secolo e una porta dipinta settecentesca di notevole fattura.
Bibola, Gorasco, Vecchietto e La Canova.
In una formidabile posizione geografica, da Bibola si domina tutto l’alto corso della Magra e lo sguardo spazia sulle Apuane e sulla valle dell’Aulella.
Si può ben comprendere perché al tempo dei Bizantini (e ancor prima in epoca romana) di qui passasse l’importante itinerario commerciale e militare ricordato poi dall’Anonimo Ravennate.
L’insediamento militare bizantino probabilmente sorgeva dove ora sono i resti del castello Malaspina e della sua torre, attraverso segnali di fumo e giochi di specchi si poteva comunicare, a catena, con le torri di Filattiera e Grondola e, poi, con i castelli malaspiniani di Bastia, Monti, Lusuolo, Castiglione del Terziere.
La chiesa di S. Bartolomeo conserva un elegante sagrato con mosaico di ispirazione ligure, mentre le case del borgo, con numerosi passaggi coperti con volte di pietra, si stringono alla rocca.
Le volte di pietra, che creavano gallerie tra le case, sono numerose anche a Vecchietto ed avevano uno scopo ben preciso: davano riparo –a pagamento- alle carovane dei mercanti che con i loro muli percorrevano le strade che collegavano la costa con la Val di Magra e la Pianura Padana.
A Gorasco e Canova, quest’ultima in parte incendiata dai tedeschi nell’ultima guerra, sono presenti analoghe strutture di ricovero e Canova, nel toponimo, conserva preciso riferimento ad una località di deposito di derrate alimentari.
Bigliolo.
E'
un insediamento raccolto nel fondo di quello che fu un grande lago ricco di resti fossili e noto tra gli studiosi di tutto il mondo col nome di Bacino di Olivola.
Qui il clima, il terreno fertile e la qualità dell’acqua dei torrenti danno vita a quell’eccezionale prodotto che è il fagiolo di Bigliolo, oggi apprezzato tra i più celebri fagioli italiani e coltivato con tecniche tradizionali. Ottimi i vini prodotti sulle sue alture.
In paese sono numerose le immagini sacre di marmo (sec. XVII-XIX) poste a protezione della case e delle strade, vere e proprie preghiere di marmo.
In posizione isolata il castello Malaspina conserva la cinta muraria con le torri ed offre l’immagine antica di un castello-recinto che offriva protezione agli abitanti, ma che tuttavia non servì ad evitare la memorabile strage di donne e bambini che qui fece Giovanni dalle Bande Nere.
Olivola.
Sorge su balze d’argilla, al centro di dolci colline fertili e abitate già nella preistoria, come prova il guerriero di pietra (1500 a.c.) rinvenuto nei pressi di Bigliolo.
Olivola fu uno dei più grandi e importanti feudi dei Malaspina e del grande castello, distrutto dal terremoto negli anni ’20, restano una torre e tratti di mura.
Interessante la chiesa, con l’abside ricavata all’interno di una torre, raro esempio di chiesa “fortificata”.
Quercia.
Borgo rurale con un elegante palazzotto che appartenne nel XVIII sec. a prete Cosimo Malaspina ed una chiesa con opere d’arte di grandi maestri contemporanei. Qui la parrocchia organizza in giugno appuntamenti d’arte e di cultura e a gennaio dal campanile scende la calza della Befana più grande del mondo, attorno alla quale si radunano cento e più Befane che arrivano da tutta Italia.
Poco lontano il borgo di Vaccareccia sarà tra breve interamente recuperato e diventerà uno splendido borgo turistico.